6 giugno 2013

Ci siamo trasferiti!!

Ci siamo trasferiti all'indirizzo


Venite a trovarci.. Vi aspettiamo li! :)

29 maggio 2013

Cambiamo look!

Carissimi Amici di A piccoli passi
ci prendiamo una piccola pausa per cambiare totalmente look al blog! 
Speriamo che continuiate a seguirci per scoprire tutte le novità!
Stay tuned! :D


24 maggio 2013

Diario di una mamma: Nel fiume delle generazioni

Oggi vorrei parlare di appartenenza, in particolare l'appartenenza a un territorio.
Io sono nata a Torino da genitori romagnoli e non mi sono mai sentita né torinese, perché non lo ero di famiglia, né romagnola perché non ho mai vissuto in Romagna.
Crescendo ho cambiato spesso città e la mia sensazione di mancare di radici certe si è acuita... quando mi chiedono "di dove sei?" vado sempre un po' in crisi!
Da quando mi sono sposata vivo in Sardegna e con mio marito abbiamo scelto di vivere qui (tra le altre ragioni) anche perché desideravo che i miei figli sapessero sempre da dove venivano, si sentissero e fossero davvero radicati in un luogo, pur avendo una mamma "dislocata"
Per questo tengo molto al fatto che Mimì senta parlare in sardo dal nonno, visiti e conosca la sua terra e partecipi ai momento di festa.
E per questo abbiamo voluto che sfilasse in costume alla festa del patrono del paese del babbo.
Era bellissima vestita in abiti che le donne si tramandano l'una con l'altra, preziosi nelle stoffe e nei ricami, ed era molto concentrata nel guardare donne e uomini in costume, nell'ascoltare la banda e poi le launeddas (strumenti a fiato fatti con le canne, tipici della Sardegna), nel guardare la statua del Santo che attraversava le vie del paese.
Al di là del significato religioso, in questa scelta c'era da parte nostra il desiderio che fin dalla più tenera infanzia potesse percepirsi parte di una tradizione, immersa nel corso delle generazioni che nel passarsi il testimone si trasmettono anche usi e costumi.
Questo desideriamo per lei, insieme alla capacità di vivere appieno il tempo della Festa, che è quello specifico spazio nella nostra vita che dedichiamo al ringraziare per ció che siamo e allo stare con gli altri.
E, nel suo piccolo, la nostra bimba ci ha fatto capire che ha apprezzato questo momento, l'ha goduto e -quando sarà grande- potrà riviverlo attraverso il milione di foto che abbiamo fatto!
 
Le foto sono di proprietà di Paola Lazzarini ©



23 maggio 2013

Coccole&Massaggi

“Il miglior modo di essere genitore nasce dall’amore puro. Il saggio si sintonizza col vero bisogno del bambino e lo soddisfa prontamente.” Tratto da “Il tao della maternità” di Vimala McClure. 
In questo mio nuovo contributo, facendo anche un piccolo passo indietro, parlerò delle origini del massaggio, come e da quando esso rappresenta un’arte anche medica.
Il termine massaggio deriva dall’arabo “mash” che significa frizionare, premere ma anche dal greco “massein” che significa impastare, modellare ed è da tempo la più antica forma di terapia fisica per alleviare dolori, basti pensare che i primi riferimenti al massaggio risalgono a 2700 anni fa in alcuni manoscritti di Medicina Cinese.
In qualità di pratica di rilassamento e antifatica se ne trovano tracce nei testi indiani di 2000 anni fa.
Nel “Kong Fou”, elaborato cinese del 2698 a. C. sono presenti alcuni esercizi fisici e molti tipi di massaggi utili al raggiungimento di un perfetto equilibrio psico-fisico. Nel XVIII secolo a.C., nel testo sacro l’Ayur-Veda si raccomanda il massaggio a scopo igienico.
Ippocrate (406 a.C.) scriveva: “i medici devono essere esperti in molte cose, tra queste senza dubbio anche il massaggio”.

21 maggio 2013

Giro giro tondo...

Questa canzoncina è una delle più semplici filastrocche per bambini esistente. Anche i più piccini possono impararla con facilità e masticare le loro prime parole. Inoltre è di rapida esecuzione e comprende movimenti semplici semplici, che si possono eseguire anche con lasciando un bimbo sul passeggino, se non cammina ancora, o per far muovere i primi passi in sicurezza a chi sta cercando di diventare autonomo nel camminamento.
Spesso ai bambini questo semplice canto piace molto, perché non faticano a riconoscerlo, a memorizzarne lo svolgimento e a riprodurre l’aspetto coreografico. E, senza accorgersene, soprattutto se vi capita di cantarla insieme ad altri bambini, è una canzone che “fa gruppo”, rende i bambini amici e solidali, anche se non si conoscono e non si sono mai incontrati prima.
Il girotondo può diventare un’occasione di incontro e un momento di condivisione molto piacevole, se ben gestito dalle figure adulte. Coinvolgere i bambini, di solito, è facile e non vengono richieste particolari abilità, se non quelle di far loro comprendere come si svolga la canzone e secondo quali regole. Inoltre sarebbe bene tenere d’occhio i bambini che cercano di evitarsi o che hanno avuto delle piccole discussioni, per poter ruotare, a turno, i compagni e mettere l’uno accanto all’altro anche loro.

20 maggio 2013

Ma che musica maestro: Il katalikammello



Interviste ad esperti e mamme blogger 2.0

A breve ci sarà una nuovissima novità sul nostro blog, infatti aprirà la sezione INTERVISTE!
In questa sezione intervisteremo degli esperti sui più disparati temi dell'infanzia e delle mamme blogger che hanno deciso di condividere la loro vita e di mettersi in gioco confrontandosi con altre mamme e altre realtà!
  • Se sei una mamma blogger e vuoi essere intervistata da A piccoli passi e far conoscere il tuo blog
  • Se sei un esperto e vuoi essere intervistato da noi su un tema di tuo particolare interesse inerente ai temi del blog
  • Se desideri saperne di più su un argomento particolare intervisteremo per voi l'esperto
Scrivici a rubriche@apiccolipassi.eu scrivendo nel campo dell'oggetto 'Interviste'

17 maggio 2013

Diario di una mamma: Elogio di Peppa Pig

Posto che non sono una amante della televisione e che ritengo importante che i bambini vedano la tv meno possibile, sono anche una mamma reale, in un mondo reale, alla quale a volte capita di far vedere i cartoni a sua figlia, magari per aiutarla a "sopportare" un viaggio in macchina o ad aspettare dieci minuti che la cena sia pronta.
Ovviamente anche in queste circostanze lasciar vedere la tv (o video su youtube) non significa abdicare al proprio ruolo di genitore lasciando guardare un qualunque cartone animato! Proprio perché consapevole della potenza del mezzo visivo ho riflettuto sui contenuti che i vari cartoni (adatti a un pubblico di piccolissimi) veicolano e, tra tutti, devo dire che ritengo Peppa Pig il migliore da questo punto di vista!

16 maggio 2013

Mamma, lo sapevi che: Il taglio cesareo

Leggendo le prime righe dell'introduzione del libro 'L'agricoltore e il ginecologo' di Michel Odent trovo questa frase:
"Oggi il tasso globale di tagli cesarei nella penisola è intorno al 40%, e in alcune regioni, come la Campania, il taglio cesareo è diventato il modo più comune di partorire"

I Benefici del MASSAGGIO INFANTILE AIMI, Interazione fra Genitori e Bebè

Massaggio infantile Aimi, Associazione Italiana Massaggio Infantile

Cenni storici
*Vimala McLure è la creatrice delle tecniche di Massaggio Infantile IAIM, portate avanti in Italia dal 1983 dall’ AIMI da Benedetta Costa. *
"Il tocco che nutre, il tocco del sollievo, è un fondamentale mezzo di comunicazione attraverso il linguaggio non verbale, dell’amore."
Il massaggio AIMI è stata una vera scoperta di piaceri, sia come madre sia come insegnate.

15 maggio 2013

Regalini per gli amichetti fai da te!


L'anno scorso per il compleanno di Marco abbiamo realizzato queste coloratissime farfalle per i suoi amichetti.
Marco, aiutato anche da un suo amichetto, ha pittato i rotoli di carta igienica e dopo li abbiamo messi ad asciugare.

14 maggio 2013

Diario di una maestra: Son tutte belle..


Questa settimana … solo poche parole!
Festa della mamma…
Lavoretto …
Biglietto …
… e d’obbligo tante riflessioni.
Se … “Son tutte belle le mamme del mondo….” (così recitava la poesia!!) ... i bambini allora?
Non vado molto lontano: guardo quello che vivo ogni giorno!
Cosa non farebbe una madre per il proprio figlio?
Cosa realmente riescono a fare le mamme?
Fortunatamente tante fanno molto: hanno mezzi e consapevolezza.
Ma qualcuna si perde nei labirinti della sua fragilità, frutto di una società sorda e caotica al tempo stesso.
“La crisi economica”, dicevo in settimana spiegando cittadinanza e costituzione ai miei (ancora per poco) alunni, “è innanzitutto crisi dei valori e della solidarietà!”.
E così certe mamme faticano a gestire le crisi evolutive dei figli, mentre altre sono fagocitate da mille problemi famigliari, economici o personali.
E così, di rimbalzo, certi figli subiscono gli effetti di uno svantaggio famigliare, economico e relazionale.

Chi sbaglia... IMPARA!

Come vivono i bambini il fatto di commettere degli errori? Spesso si sentono umiliati o “non all'altezza” e spesso questo dipende da come NOI adulti reagiamo davanti ad una “déffaillance” nostra o del bambino. 
Gli stessi insegnanti spesso amano presentarsi come persone infallibili, che non sbagliano mai, depositari della realtà, ma come scrisse Antoine de Saint-Exupèry, “la verità del domani si nutre dell'errore di ieri”. 
Gli errori possono essere dolorosi, ma altamente educativi e utili. L'insegnante non è chiamato né a condannarli né ad assolverli indiscriminatamente e dovrebbe riuscire a far comprendere ai propri allievi che l'errore non è qualcosa di scandaloso, ma è il motore del sapere.

13 maggio 2013

Ma che musica maestro: La zanzara


L'affido



L’affido è un percorso non sempre facile, in particolar modo quando si tratta dell’affidamento di neonati.
Solitamente un neonato viene affidato quando i genitori non sono temporaneamente in grado di prendersene cura, per via di eventuali e  specifiche problematiche  legate a loro stessi o al piccolo.
Molto spesso il neonato presenta un attaccamento disorganizzato verso i propri genitori, in particolare verso la madre. Il bambino è incapace di instaurare un  comportamento coerente verso la figura di attaccamento mescolando avvicinamento e evitamento. 

10 maggio 2013

Diario di una mamma: Il carrellino rosa

Oggi pomeriggio eravamo in giro per spese e commissioni varie quando, passando davanti a un negozio di giocattoli siamo entrate per comprare della plastilina. Mimì va matta per la plastilina, ma quella che avevamo è finita in mille palline un po' dappertutto e quel che è rimasto ha assunto un colore improbabile dopo tanti esperimenti nel combinare i colori primari.

Le altre volte in cui è capitato di entrare in un negozio del genere Mimì era attratta da tutto, passava incantata da un gioco all'altro, senza particolari preferenze, ma stavolta la sua attenzione è stata immediatamente catturata da un mini carrello della spesa, rosa. A dire il vero il tipo di giocattolo che io avrei scelto per lei. Ma tant'è!

6 maggio 2013

Ma che musica maestro: Il torero Camomillo


Perché un abuso infantile si dimentica?

Capita che  bambini soggetti ad abuso sessuale  dimentichino momenti o situazioni importanti legati all’evento  stesso.
Soprattutto quando l’abuso è perpetrato dalla figura di riferimento, il bambino conscio della sua dipendenza dall’adulto, per “ sopravvivere”  è disposto a rimanere “ cieco” di fronte agli eventi  di abuso :  solo così potrà mantenere la relazione di attaccamento.

5 maggio 2013

5 maggio: Giornata internazionale dell'ostetrica


Ogni anno, il 5 maggio, su iniziativa dell’International Confederation Midwives (ICL), è stata istituita la giornata internazionale dell’ostetrica. Per lottare con le donne e per le donne contro il dramma della mortalità materna e neonatale, ancora troppo frequente. Per la tutela dei diritti della donna e per migliorare il suo ruolo sociale. Per valorizzare ed incrementare le cure ostetriche. Per la salute delle donne, dei bambini e delle famiglie. Lo slogan utilizzato dal Royal College of Midwives è “il mondo ha bisogno di ostetriche: ora più che mai!”


“L’OSTETRICA?” “si dai, l’ostetrica, quella che fa nascere i bambini!”.

3 maggio 2013

Come un romanzo

Titolo: Come un romanzo
Autore: Daniel Pennac
Anno: 2003
Pagine: 144
Editore: Feltrinelli
Prezzo di copertina: € 5,52

E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell'approccio individuale alla lettura perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere".

Diario di una mamma: Io no che non mi annoio

Sono riuscita miracolosamente ad andare dalla parrucchiera la scorsa settimana, merito della presenza dei nonni in visita.
Mentre mi godo uno shampoo che dura più di 75secondi la ragazza mi chiede della bimba e quando le dico che non va al nido, ma sta con me esce con una domanda che mi paralizza: "ma non si annoia?".
Difficilmente queste cose mi lasciano indifferente, piuttosto mi portano ad interrogarmi e mi mettono anche in crisi a volte. Così ho cercato di guardare Mimì e le sue attività da questo punto di vista: si annoia? non è stimolata?
Dopo una settimana di osservazione e riflessione posso dire con sicurezza che mia figlia non conosce la noia! E non perché io le faccia continuamente proposte mirabolanti. Certo gioco con lei, la porto ai giardini praticamente tutti i giorni e poi c'è la musica il mercoledì e la domenica spesso vede i cuginetti, ma non sono queste cose ad evitare che si annoi! La verità è che i bimbi della sua età (15mesi) non si annoiano mai.

2 maggio 2013

Acqua in gravidanza, prima e dopo la nascita

La forza della gravidanza attinge Da tutti gli elementi naturali, uno dei più potenti è sicuramente quello acquatico.
Durante la gravidanza aumentano i liquidi corporei, tutto è più fluido, imbibito, più “acquatico”. Non solo aumenta il volume del sangue, ma tutti i tessuti aumentano la loro quantità di liquido. Questo vuol dire si, un po’ più di ritenzione idrica, ma vuol dire anche pelle più morbida, viso più disteso, occhi luminosi, capelli più forti…
L’acqua è anche l’elemento che avvolge e culla il bambino nell’arco dei tre mesi, lo protegge, lo contiene, lo nutre… il liquido amniotico è un elemento proprio della gestazione per moltissimi animali, non solo mammiferi.
L’acqua è l’elemento che genera a garantisce la vita.
Acqua che avvolge, che culla, rilassa e contiene.

1 maggio 2013

Portatrucco per la festa della mamma!


La carta delle uova di Pasqua mi piace tantissimo, con i suoi colori, con la sua allegria, di solito la conservo sempre in attesa di idee.
In casa avevamo dei contenitori  di snack di una famosa azienda italiana, naturalmente ripuliti a dovere da Marco:

26 aprile 2013

La cosa più importante

Titolo: La cosa più importante
Autore: Antonella Abbatiello
Anno: 1998
Pagine: 36
Editore: Fatatrac
Prezzo di copertina: €13,50

Qual è la cosa più importante per un animale del bosco? La lunga proboscide, il collo lungo, gli aculei? Tutti, ma proprio tutti hanno delle caratteristiche che li rendono importanti ed essenziali alla vita del bosco. Tutti, nella loro diversità e nella loro bellezza, devono saper vivere insieme ed apprezzarsi. Questo libro è stato premiato nel 2001 con la Menzione d’Onore dell’UNESCO, per le tematiche della pace. Età di lettura: da 3 anni.

Diario di una mamma: Mia figlia che mistero

Sabato sera in pizzeria con amici Miriam ha dato spettacolo: mossette, risate, paroline... Una vera performer ben diversa dalla cucciola che a casa si avvinghia alle mie ginocchia, mi abbraccia teneramente e poi vuole restare in braccio anche per ore. Così piccola è già in grado di attuare comportamenti diversi nella vita privata e in quella pubblica, che distingue nettamente, così come distingue le occasioni più serie da quelle "mondane". Ma non è tanto, o meglio, non solo questa abilità sociale a colpirmi, bensì il fatto che io stessa non sapevo che fosse così tanto estroversa fino a due giorni fa! Conosco mia figlia, sono con lei ogni ora di ogni giorno eppure qualcosa di lei mi sfugge sempre.

È un piccolo senso di vertigine che ci prende in questi momenti, come genitori, quando scopriamo anzi riscopriamo che questi figli sono davvero un mistero... anche per noi. Pensiamo di conoscerli eppure sono sempre più ed altro rispetto a quello che pensiamo!

25 aprile 2013

25 aprile: che bello..stiamo a casa da scuola?

Oggi, e BISOGNA dire purtroppo, molti bambini e ragazzi vedono il 25 aprile come un bel ponte, una pausa rilassante nella miriade di compiti in classe di fine quadrimestre. Anche se la scuola tenta di porre l'accento sulla festività, capita che anche molti insegnanti si lascino "scappare" commenti poco patriottici e molto “da tempo libero”, con il risultato che i ragazzi non percepiscano la grande importanza che questo giorno ha avuto, anche per loro.
Ogni genitore dovrebbe fare un piccolo sforzo e dedicare qualche momento, in questo giorno, per raccontare ai figli, o, se ha la fortuna, farlo raccontare a qualche nonno bendisposto che “ha fatto la guerra”, e ce ne sono ancora molti…, perché il 25 aprile non si vada a scuola.
La lotta partigiana e la liberazione dal nazi-fascismo hanno portato alla creazione della costituzione italiana, quella che i ragazzi studiano in materie come storia e diritto, quella alla quale sono soggetti dalla nascita, quella che devono rispettare ed amare con senso patriottico, in quanto cittadini italiani, perché è stata un’enorme conquista.
Quella che, però, non conoscono bene, o quasi per nulla, e che diventa spesso un noioso studio a memoria e non la testimonianza di un importantissimo periodo storico!
Perciò è DOVERE dei genitori (e lo dice la costituzione: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”, art. 30) spiegare ai loro figli come mai esista la festa del 25 aprile, perché si possa dire che la democrazia italiana sia nata lì e capire quante vite sono morte e quanti sforzi sono stati fatti per creare uno stato nel quale fosse piacevole, libero, onesto vivere. Che la realtà sia, forse, un po’ diversa, bisogna prenderne atto. Questo non toglie, però, il grande coraggio dei partigiani, e che molti dei diritti di cui oggi godiamo e di cui godono anche i ragazzi, e dei doveri che ci competono, arrivino proprio da lì.
E’ importante, perciò, parlare dei “pezzi” di storia importanti, come questo, a tutti i bambini e i ragazzi, che troppo spesso sottovalutano, o non considerano, delle festività fondamentali. Guardare un documentario, andare un paio di ore in un museo, oppure chiacchierare mezz’oretta mentre si passeggia tutti insieme, possono essere ottime occasioni per confrontarsi sui temi “di storia, politica e cultura generale” che possono arricchire il bagaglio dei vostri figli, e portare maggiore consapevolezza nel loro modo di vedere ed affrontare la vita! La festa della liberazione è di tutti!

24 aprile 2013

La gravidanza: I tre trimestri.





Gravidanza e nascita sono eventi naturali e fisiologici che segnano un passaggio fondamentale nella vita di ogni donna: da figlie si diventa madri. È un percorso  lungo, profondo ed importante che cambia la donna in maniera profonda.
La gravidanza viene comunemente divisa nei tre TRIMESTRI. Occorre ricordare, tuttavia, che ogni mamma è diversa, ogni bambino è unico ed irripetibile ed ogni gravidanza è differente dalle altre. Ognuno di noi ha i suoi ritmi e bisogni, le sue fasi, la sua storia, le sue modalità di vivere i cambiamenti e di fronteggiare le sfide della vita. 

La gestazione è un percorso di CREAZIONE, DI VITA, di PASSAGGIO e di DISTACCO. Tutto ciò che avviene da un punto di vista fisico ed ormonale concorre alla preparazione di questi eventi. 

La prima fase della gravidanza (PRIMO TRIMESTRE) è caratterizzata da una prevalenza di ormone beta-HCG, gonadotropina corionica umana, prodotta dal precursore della placenta è l’ormone che ci permette di fare diagnosi di gravidanza e che, se presente nelle urine, da le due righe blu del test di gravidanza. Questo ormone stimola la produzione di PROGESTERONE, l’ormone che permette alla gravidanza di continuare.

23 aprile 2013

Diario di una maestra: Ex alunne

Capita ogni dieci anni ….ed è una gran gioia.
Un giovedì dietro l’altro …
Prima incontro Chiara (che nei miei pensieri rimane sempre Chiaretta) e poi Fede (la vulcanica ed esplosiva Feffe).
Stesso posto… stesso bar… stessa ora! Stessissima voglia di stringerle in un abbraccio affettuoso e di essere aggiornata sulla loro vita!
Facebook mi ha aiutata a seguirle a distanza, ma averle di fronte è stato molto più entusiasmante.
Entrambe iscritte a lettere moderne, ma con percorsi umani e scolastici profondamente differenti.
Le ho lasciate dieci anni fa ancora bambine per riscoprirle, anni dopo, donne in continua evoluzione.
Raccontano degli studi, della famiglia, degli amori, dei loro sogni: mi sento profondamente onorata di tali confidenze.
Rispolvero la loro gestualità, l’intonazione della voce, la determinazione degli intenti tanto nella pacatezza, quanto nella frenesia del fare.
C’è un qualcosa di familiare che il tempo non ha saputo cancellare: la piacevolezza di stare in loro compagnia.

22 aprile 2013

Ma che musica maestro: Se sei felice


La separazione

comunicare la separazione Ecco le domande e gli interrogativi che spesso i genitori si pongono nel momento della separazione. Scopriamo insieme i trucchi e le modalità più adeguate per preparaci ad affrontare questo momento e sostenere i figli nell'elaborazione di questo delicato evento.

Come comunicare ai figli che ci stiamo separando?

La comunicazione circa la decisione dei genitori di separarsi è un momento importante, perché segna un cambiamento nel sistema della famiglia e i genitori rendono effettiva questa scelta. Ai figli vorrebbe comunicata con chiarezza, in termini comprensibili relativamente alla loro età e possibilmente insieme. Per i figli si rivela più dannoso permanere in uno stato di incertezza, confusione o ambiguità ed essere in balia degli eventi. Inoltre, non bisogna dimenticare che i figli sono degli attenti osservatori, sono sempre particolarmente vigili e sensibili a cogliere gli stati emotivi degli adulti di riferimento.

Il bambino deve sapere che la propria mamma e papà saranno sempre i suoi genitori, anche se il matrimonio finisce e non vivranno più tutti insieme.

Quali possono essere le reazioni dei figli?

19 aprile 2013

Diario di scuola

Titolo: Diario di scuola
Autore: Daniel Pennac
Anno: 2008
Pagine: 241
Editore: Feltrinelli
Prezzo di copertina: € 13,60

L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.

L'allattamento e noi

Mimì ha 15 mesi ormai e ancora il latte di mamma rappresenta una buona percentuale della sua alimentazione, pur mangiando un po' di tutto fin dai sette mesi.
Ogni tanto capita che qualcuno si stupisca di questo fatto di per sé normalissimo, ma io non gli do peso perché so che la durata dell'allattamento si misura in anni e non in mesi come (solo) gli ultimi decenni e (solo) la società occidentale ci hanno fatto credere.
Quel che volevo condividere oggi però riguarda la bellezza di allattare un bimbo grandicello, senza voler fare alcuna battaglia pro-breastfeeding... È una semplice condivisione!
Quando sono ancora neonati è meraviglioso tenerli accanto a sé, guardando la loro concentrazione nel ciucciare latte e amore, ma è quando crescono che possono esprimere fino in fondo quel che rappresenta per loro!
Mimì quando vuole "la nenne" inizia a farlo capire cercando di sbottonarmi la camicetta o accarezzandomi e quando poi vede che mi preparo lancia un gridolino di entusiasmo tutto speciale che mi riempie il cuore di tenerezza. Di solito la allatto da sdraiata, per comodità, e quindi mi si butta addosso pronta a iniziare la sua poppata, con gli occhi che esprimono gioia e appagamento. Quando si attacca, per i primi istanti è tutto relax, lo sguardo si perde, i movimenti rallentano, ma poi inizia il rito delle carezze alla mamma, che presto diventano pizzicotti, per non parlare delle contorsioni alla ricerca della posizione più comoda, ovviamente senza mai smettere di ciucciare. Un turbine coccoloso e divertente!

18 aprile 2013

Coccole e Massaggi

“Nel ventre di mia madre, la vita è una ricchezza infinita. Senza parlare dei suoni e dei rumori, per il bambino tutto è in costante movimento. Quando la madre si alza e cammina, si gira, si abbassa, o si alza in punta di piedi, pulisce la verdura o maneggia la scopa, ogni volta è un'onda, ogni volta una sensazione per il bambino. Ed anche quando la madre va a riposare, prende un libro e si siede, o si corica e dorme la sua respirazione non si interrompe ed il suo rassicurante ondeggiare, la risacca, continua a cullare il bambino.
Nei bambini la pelle viene prima di tutto. È il primo senso. È lei che sa. Nei bambini piccolissimi, si infiamma facilmente. Rossori, eritemi, pustole..microbi, infezioni? No, no..toccati male, portati male. Mal ridotti. Mal condotti. Male amati. Ah! Si questa pelle bisogna curarla, nutrirla. Essere tenuti in braccio, cullati, carezzati, essere tenuti stretti, massaggiati. TUTTI CIBI PER BAMBINI, indispensabili quanto e più di vitamine, sali minerali e proteine. Se è privato di tutto questo e dell'odore, del calore e della voce che conosce bene, il bambino, anche quello pieno di latte si lascerà morire di fame.” Frédérick Leboyer

17 aprile 2013

Robottino colorato




Dopo aver raccolto tanti tappi di bottiglie di plastica colorati, abbiamo creato il nostro robottino per le guerre spaziali di Marco.
Ecco i tappi raccolti:

12 aprile 2013

Diario di una mamma: La notte

Sono le 4.30 del mattino e, dopo l'ultima -lunga- sessione di allattamento di Mimì non riesco più a prendere sonno. È il momento giusto per scrivere qualcosa sulla notte di una mamma!
Mia figlia ha sempre avuto un sonno leggerissimo, il risveglio facile e il bisogno di ciucciare spesso e volentieri per riaddormentarsi... Nulla di nuovo sotto il sole e anzi un comportamento naturale. Ma naturale per lei non significa che non sia pesante per me.
I primi tempi dopo il parto ricordo che la sera ero presa da un grande sconforto: una lunga notte mi aspettava e sarei stata sola ad affrontarla, perché svegliare mio marito sarebbe stato estremamente faticoso per lui, ma soprattutto inutile perché di notte Mimí voleva, e vuole, solo me.
Col tempo quella sensazione di angoscia serale è passata, ma non è sostanzialmente cambiata la situazione.

11 aprile 2013

Il pancione di Papà

Quando una mamma aspetta un bambino si apre il sipario su uno spettacolo unico.
Protagonisti: una donna e la piccola creatura nel suo grembo.
Qualcosa non torna però. Dove è finito quel tizio che ha fornito metà dei cromosomi? Ha calcato la scena qualche istante (o minuto, o ora....dipende) all'esordio dello spettacolo e lo rivedremo comparire, color lenzuolo, al gran finale?
Il Papà, il grande co-protagonista, come trascorre la gravidanza?
Il Papà cova. Ovviamente.
La "Couvade" è un termine francese che significa "nascere, covare, incubare" e si utilizza per descrivere quei rituali che segnano il passaggio alla paternità in molte culture.
Un papà Arapesh (Nuova Guinea) si dovrà impegnare in estenuanti rapporti sessuali per "rafforzare" il nascituro, un papà Sirionas (Bolivia) trascorrerà tutto il tempo del travaglio a caccia e tornerà solo dopo la nascita per dare un nome al bambino.
In molte altre culture nel mondo per i futuri papà vige il divieto di caccia e di uso di oggetti pericolosi durante la gravidanza, non possono inoltre consumare alcuni cibi e con l'approssimarsi del parto si isolano dal resto del villaggio e simulano con gesti e versi il travaglio che dovranno affrontare le loro compagne.

10 aprile 2013

Decorazione di..........carta


Non buttate via i giornali, fate come Marco, si possono realizzare decorazioni semplici e con materiale di riciclo.
Ecco Marco che arrotola e poi strizza i fogli di giornale di un noto quotidiano:

9 aprile 2013

Diario di una maestra: E' quasi ora!


Alle spalle lasciamo le ultime vacanze di Pasqua, l’ultima pagina di storia  spiegata,  l’ultima gita di un giorno; tra poco consegneremo l’ultimo lavoretto per la festa della mamma e a giugno anche questo ciclo sarà concluso!
Lo avvertono intensamente anche loro: già cominciamo a pensare al loro andare e al mio ricominciare.
Già facciamo le prove generali: “Alle scuole medie questo non si potrà fare, sarebbe meglio non dire quello, ricordatevi che…, dimostrate che…”.
“Possiamo chiamarti proff, invece che maestra?”
Suona veramente strano, ma si può fare!
Intanto…è bello continuare, proprio con loro.
C’è ancora tanto da spiegare, soprattutto in grammatica e tanti esercizi da fare prima delle Prove Invalsi.

Sei grande papà!

La figura paterna, a volte, è poco presente tra le mura casalinghe. Ci si ricorda di essere in due in occasioni quali la festa del papà, che pone l'accento sul genitore maschio e gli offre una vetrina da protagonista per un giorno. Sperro, però, accade che le mamme, le quali si trovano a casa più di sovente, rispetto ai mariti, si sentano un po' genitori single, i riferimenti fondamentali dei figli. Ciò può accadere sia per scarsa propensione dell'uomo a prender parte attivamente all'educazione dei figli, sia per un'"egoismo" femminile, che porta la mamma a cercare l'esclusiva del rapporto con i figli, soprattutto dopo aver trascorso gran parte dell'infanzia ad accudirli.
E' ovvio che la donna si trovi, per questo, in una condizione privilegiata: durante i primi mesi o anni di vita ha vissuto accanto ai suoi figli quasi 24 ore su 24 e quindi può vantare una conoscenza, una perspicacia ed un'attenzione diversa, rispetto al compagno. Così il rischio è, appunto, che il padre scompaia, sostituito in tutto dall'unica figura materna. Per evitare questa spiacevole e poco educativa situazione, le donne hanno un ruolo fondamentale! E' la capacità di coinvolgimento manifestata dalla madre fin dai primissimi giorni ad aiutare i papà più reticenti o timorosi ad occuparsi dei figli. E' la capacità di moltiplicazione delle dipendenze della mamma, che cerca ogni giorno di rendere il figlio più autonomo e indipendente da sè, che facilità la "presa in carico" del padre anche per gli "oneri" educativi...

5 aprile 2013

Diario di una mamma: Un modo diverso di stare insieme

Quando è nata Mimì ho scelto, d'accordo con mio marito ovviamente, che avrei limitato molto l'impegno lavorativo per stare con lei e così è stato, quindi mia figlia non va all'asilo nido.
Per ragioni familiari e di amicizia ha comunque molte occasioni di vedere bimbi, in genere più grandi, ma anche coetanei e ne è sempre affascinata: li carezza, li bacia, li abbraccia. Ovviamente cerca anche di prendersi tutti i giochi, ma se non ci riesce se ne fa una ragione abbastanza in fretta e si dedica ad altro.
La settimana scorsa però è successa una cosa che mi ha fatto riflettere: trovandosi in compagnia di due bimbi poco più grandi di lei è stata graffiata, spinta a terra e altre cose poco piacevoli. Io inizialmente ho cercato di tranquillizzarla, ma spingendola a continuare a giocare... Poi, dopo l'ennesima piccola violenza, l'ho portata a casa.
Ne parlo perché credo che si tratti di episodi che prima o poi tutte le mamme vivono e questo mi ha portata a riflettere.

4 aprile 2013

La Gioia del Parto, di Ina May Gaskin

"Dare la vita: muoversi con libertà e farsi aiutare dalla forza di gravità"
"Ovunque abbiate deciso di partorire, è meglio che sappiate che la maggior parte delle donne in travaglio ha bisogno di cambiare posizione e di muoversi liberamente. Il movimento aiuta la dilatazione della cervice durante la prima fase del travaglio e serve per tenere il bambino nella posizione più vantaggiosa per il passaggio attraverso il bacino".
Citazione tratta dal libro "La Gioia del Parto, di Ina May Gaskin" Ed. Bonomi - Articolo tratto dal capitolo 7, pag. 257.


2 aprile 2013

"Buonasera Dottoressa, sto per laurearmi in scienze della formazione e faccio il doposcuola il pomeriggio, ha iniziato da me un bambino di 7 anni affetto da lieve disprassia, gli sto facendo fare le schede per scrivere per bene con le indicazioni sulle lettere in aggiunta mediante l'uso del tablet gli faccio fare dei giochi educativi quali lettere, giochi clementoni.
Sul referto della psicologa c'é scritto che bisogna intervenire con attività ludiche per svincolare il bambino dalla figura materna inoltre cerco di invogliarlo e di caricarlo e mai ammonirlo, mi potrebbe dare qualche consiglio in più? La ringrazio!"

1 aprile 2013

Come nascono i bambini?

"Buonasera, sono Sara...sono una mamma di due bimbe di 8 e 3 anni. La mia bimba più grande l'altra sera mi ha fatto una domanda che mi ha lasciata spiazzata: "Mamma io so da dove escono i bimbi (perchè gliel'ho spiegato io) ma come si fa a farli?" Come posso spiegarglielo?"
Gentilissima, la tua bimba é giá grande quindi credo sia giunto il momento di spiegare con parole semplici e con naturalezza come avviene l'accoppiamento tra un uomo e una donna che si amano. Educazione sessuale è prima di tutto educazione all’identità personale di genere, al rapporto con la propria identità e quella dell'altro. Essa inizia dai primi giorni di vita attraverso la pienezza e il calore dell’attenzione e delle prime cure che il bambino e la bambina ricevono e per le quali cominciano a sviluppare sensazioni, emozioni, sentimenti che evolvono più tardi nella capacità di amare.

Alcuni testi possono aiutare ad esprimersi meglio.

I bambini e le bugie!


Cari genitori ed educatori,
partiamo da una candida ammissione, chi di noi non ha mai detto la bugia per eccellenza: “Non sono stato io!”.

Dando per scontata la risposta alla domanda di cui sopra, possiamo iniziare la nostra riflessione asserendo che le bugie sono una tipica espressione del mondo dell’infanzia, quasi come fosse una formula magica, utile a salvaguardarsi dalle “strettezze” della realtà adulta, ricca di luoghi comuni e di limiti nel vedere e vivere la realtà, nel modo creativo a loro più congeniale.
 
Non dimentichiamo mai che i bambini, utilizzando la fantasia e l’inventiva, montando e smontando i fatti del quotidiano, così come i loro personaggi e luoghi, eliminano ciò che meno piace a favore di ciò che si vorrebbe accadesse davvero: in altre parole, se i bambini apprendono con l’utilizzo della fantasia e della creatività, lo fanno anche attraverso la bugia!!!

La prima grossa considerazione che possiamo fare dopo queste poche righe è che le bugie rappresentano per il bambino una fase evolutiva, normale, inevitabile e necessaria destinata a risolversi con la  crescita.

Il bambino scopre la bugia già da molto piccolo, attorno ai 3 anni, quando comincia a rendersi conto che è possibile inventare le cose, magari evitando di dire tutto quello che accade.

Ma che musica maestro: La bella tartaruga


29 marzo 2013

Nel paese delle pulcette

Titolo: Nel paese delle pulcette
Autore: Beatrice Alemagna
Anno: Giugno 2009
Pagine: 44
Editore: Phaidon
Prezzo di copertina: € 9,95

Cosa succede quando le piccole pulci che vivono nel materasso in fondo al giardino danno una festa? Una favola divertente sulla differenza e la tolleranza, capace di catturare l'interesse di ogni bambino. Scritta e illustrata con una tecnica singolare, grazie alla quale Beatrice Alemagna coniuga il collage con l'impiego di inserti e tessuti. È una storia idele sia per essere letta dai genitori ai bambini più piccoli, sia per giovanissimo lettori. Età di lettura: da 3 anni.

Diario di una mamma: Colorare che passione!

Mimì ama colorare, è un fatto ormai, e dovrei esserne contenta o meglio ne sono contenta, però...
Antefatto: qualche settimana fa ho comprato a Mimì dei pastelli a cera, ci siamo sedute per terra circondate da fogli bianchi e pian piano ha iniziato a prender gusto a quella magia di oggetti che lasciano una scia ovunque li porti. Fantastico -mi sono detta- ha già capito!! Così dopo un po' mi sono alzata per apparecchiare la tavola... non faccio in tempo a prendere due piatti che ZAC si è mangiata metà pastello giallo e non c'era modo di evitare che lo ingoiasse (avendolo già triturato coi suoi 8 aguzzissimi denti). "Ok, resta calma, sono pastelli a cera, nulla di eccessivamente tossico" ho cercato di dirmi... Noi mamme siamo abituate a ragionare in termini di letale/non letale quando si tratta di cose ingerite dai figli!

Abbiamo continuato a colorare nei giorni successivi e lei ci ha preso sempre più gusto, anche se i fogli erano sempre troppo piccoli e il pavimento sempre più striato. Urgeva una soluzione.

28 marzo 2013

La Gravidanza e l'Acqua: Consapevolezza del Respiro e Movimento

L'ACQUA racchiude in sé una polarità femminile, la capacità di assorbire, attutire, attenuare e dare calma. Scendere in acqua con il "pancione" da sicuramente un senso di benessere immediato!
Le donne incinta che si permettono di vivere l'acqua e di lasciarsi avvolgere in toto hanno la grande possibilità di entrare in contatto con "la leggerezza": ritrovare posizioni, possibilità di movimento ed equilibri piacevoli e rigeneranti. Mi capita di sentire spessissimo future mamme che appena scese in acqua emettono un suono "morbido", di pace. Il RESPIRO si fa consapevole e più profondo, il diaframma si distende, il corpo trova generazione di piacere nel muoversi; il corpo della FUTURA MAMMA coccola e culla ancor di più la piccola creatura in pancia! Se lasciate andare il corpo i movimenti si fanno dolci e sonori, fluidi come onde tranquille...

26 marzo 2013

Diario di una maestra: Habemus Papa Francesco

La settimana appena trascorsa è stata proprio bellissima!
Tanti eventi dentro e fuori la scuola hanno aperto finestre di conoscenza!
Quanto amo la quinta!!! Peccato stia per finire …
Cominciamo dalla realizzazione del lavoretto per la festa del papà.
Tempere, acquerelli, pastelli, cartoncini, scotch biadesivo, cornici di legno: tanto lavoro e tantissima soddisfazione!
Fare e rifare, provare e migliorare… finché il risultato non è almeno vicino alle aspettative.
Alla fine mostrare alla classe i loro quadretti terminati, ormai assemblati e pronti per essere appesi a casa…non ha prezzo; vedere espressioni allegre che accompagnano un applauso spontaneo… ugualmente non ha prezzo; premiarli con il massimo dei voti… e sorprenderli increduli nel domandare: “Scriviamo 10?”…: solo in quinta si può fare!!!!
Passiamo alla visita in biblioteca.

22 marzo 2013

Diario di una mamma: Tappa per tappa

Da quando Mimì cammina non eravamo ancora andate al parco a causa delle giornate di vento freddo che hanno caratterizzato questi ultimi mesi, ma lunedì scorso il sole era splendido e il vento ci ha dato tregua, così -con una amica mamma e la sua pulcina di tre mesi- siamo andate!
Il parco più vicino a casa è una collina con un laghetto artificiale che ospita oche e pavoni oltre agli immancabili piccioni.
Appena arrivate ho messo Mimì a terra e l'ho vista partire.
Conosceva bene il parco per averlo visto molte volte, ma per la prima volta stava a lei camminare e correre su quell'erba e terra.
Naturalmente ha iniziato ad allontanarsi e io a correrle dietro. La vedevo così piccina sul terreno accidentato e i sassolini, temevo che gli animali si avvicinassero e avevo paura che cadesse facendosi male. Dopotutto non era solo la sua prima volta, ma anche la mia!

21 marzo 2013

 
 Oggi è il nostro primo compleanno.. per festeggiare con noi abbiamo creato un evento al quale potrete partecipare! Vi aspettiamo numerosi all'evento 

20 marzo 2013

Fiori...riciclosi !

Avete mai pensato che le vostre bottiglie di plastica che, di solito schiacciate e buttate nella differenziata, si possano trasformare in fiori ?
Basta tagliare il loro fondo e, per renderlo piu' facile a Marco, con un pennarello, ho tracciato la linea da seguire:

19 marzo 2013

Festa del papà!


Un augurio speciale 
a tutti i papà 
del mondo! <3

'Fai i compiti' o 'Facciamo i compiti'?

I compiti a casa sono sempre oggetto di discussioni fra genitori e bambini. Di seguito c'è un'interessate intervista alla Prof.ssa Manuela Cantoia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
«Abbiamo sempre più richieste d’intervento all’interno dei singoli istituti», sottolinea Manuela Cantoia, docente di Psicologia generale che ha animato, insieme agli altri colleghi membri del Servizio, una giornata di studi intitolata «Fai i compiti o…facciamo i compiti? Il compito d’apprendimento tra figli e genitori».

I compiti rappresentano una sorta di rivelatore delle dinamiche familiari e dei rapporti scuola-famiglia. Il dibattito sulla loro utilità è sempre vivo e non solo in Italia: sono veramente necessari? E sono utili? Sono un impegno, una responsabilità, un’opportunità, una “tortura”? «La questione è molto più profonda di quello che appare», prosegue Cantoia. «La gestione domestica dei doveri scolastici rivela sempre il modo in cui ci poniamo con i nostri figli, le aspettative -a volte molto ambiziose- che abbiamo nei loro confronti, il modo in cui viviamo i loro fallimenti, che spesso identifichiamo come fallimenti personali».

18 marzo 2013

Ma che musica maestro: Fammi crescere i denti davanti


Giocare a far finta? Indispensabile!


Secondo una recente pubblicazione di Serge Tisseron, giocare a “far finta” risulta fondamentale per due motivi : il primo  è che “entrare nei panni di qualcun altro”  aiuta la costruzione dell’identità del bambino, e il secondo  che previene l’aggressività e la violenza dei bambini verso i pari.
Soprattutto per quest’ultimo motivo i giochi di finzione sono fondamentali:  fingere aiuta i bambini a capire la distinzione tra ciò che è reale e ciò che non lo è, il bimbo può in questi casi  sperimentare per finta il ruolo della vittima o dell’aggressore, restando consapevole che si tratta di un gioco.

16 marzo 2013

Diario di un bimbo: Il travaglio

Cara Mamma, ormai siamo alla fine dei nove mesi e stamattina ti sei svegliata presto.
Hai iniziato a muoverti in un modo in cui non hai mai fatto prima ed io ho sentito che la mia casa mi stava un po’ stretta e ad intervalli più o meno regolari tutto diventava troppo piccolo!
Poi ti sei messa in vasca e tutto questo movimento si è fermato…
Mamma, che sia davvero arrivato il momento di conoscerci?!
Davvero tra non molto vedrò te e papà?!
Che meraviglia!
Spero che questo viaggio non sia troppo faticoso per te cara Mamma ma so che insieme siamo forti e riusciremo ad affrontare tutto!
OH! Di nuovo quella sensazione di “troppo stretto”… adesso sento che sono più lunghe queste “spinte” verso il centro e verso il basso…come le chiamava l’ostetrica del corso? …contrazioni! Si, si, contrazioni!
Mamma sei bravissima ti stai muovendo tra una contrazione e l’altra e mi aiuti molto perché così posso cercare la strada in modo più agevole ed è tutto più facile!
Ora sento che la mia testa è a contatto con il tuo bacino, ci sono tanti muscoli che lo rendono soffice fortunatamente, ma lo spazio resta comunque un po’ angusto! Mi muovo per trovare uno spazio più accogliente… ecco, qui a sinistra sono comodo!
Ora aspetto che le contrazioni mi portino giù, ancora un po’…
Mamma sei bravissima, sento che respiri profondamente e con calma, sento che ti muovi e che balli con il papà, sento che lui ti massaggia la schiena e sento che qualcuno ha messo una musica bellissima..
Ora sento anch’io che queste contrazioni sono forti e che hai bisogno di essere sostenuta, ed ecco che papà ti da’ da bere e qualcosa di dolce da mangiare!

15 marzo 2013

Diario di una mamma: Meravigliosa varietà

Non sono mai stata il tipo di donna che cerca conferme delle proprie scelte nelle scelte degli altri. Ho fatto un percorso di vita personalissimo e fuori dal comune, del quale ho portato da sola gioie, onori e dispiaceri... Insomma non mi è mai saltato per la testa di confrontarmi con gli altri sul mio modo di vivere, pur amando confrontarmi sulle idee, su avvenimenti, su situazioni.
Da quando sono mamma invece è come se il mio modo di essere e di fare venisse bombardato dal "fuoco amico". All'improvviso tutti i discorsi con amiche vecchie e nuove (ma anche con mamma, zie, parenti varie) sono stati improntati a come vivere la maternità. E -forse per l'insicurezza dei primi mesi- anch'io inizialmente avevo cominciato in cuor mio a fare confronti, paragoni... Addirittura a stabilire classifiche di "miglior mamma". Che vergogna a pensarci ora!
"Quando inizi a confrontarti, inizi a soffrire" mi disse anni fa un vecchio sacerdote e in effetti per me è stato un momento di sofferenza.

14 marzo 2013

Il "matrimonio" fra l'ovulo e lo spermatozoo



Il "matrimonio" fra l'ovulo e lo spermatozoo è l'esperienza più esilarante di VITA che si possa incontrare sulla terra!
Questo è l'insegnamento di "Dominique Dègranges" che mi porto a casa  dalla formazione sulla Terapia Prenatale presso "Kalapa" di Milano, dal 20 al 24 febbraio 2013.

12 marzo 2013

Diario di una maestra: Un po' di colore

Periodo tranquillo…
Tra vacanze forzate per la neve, le elezioni, la preparazione dei lavoretti per la festa del papà … il lavoro va a rilento.
Ho come l’impressione che l’unico argomento proponibile per italiano in queste settimane possa essere solo la punteggiatura.
… e le fotocopie aiutano.
Obiettivo: ritagliarmi un sacco di tempo per organizzare, sistemare, impacchettare i loro capolavori.
E pensare che in prima e in seconda i genitori si lamentavano della cura che volevo nei disegni di educazione all’immagine!
Però in quinta le soddisfazioni arrivano e sono visibili: sono sul quaderno grigio (che per i poeti diventa magicamente “argento”), sui cartelloni in mostra nel corridoio e, alla fine di un ciclo di scuola primaria, possono anche essere appese in casa.
Certo, sono prodotti di giovani artisti in erba, ma graficamente piacevoli.
Da chi avranno imparato?

11 marzo 2013

Ma che musica maestro: Cicciottella



Il disagio scolastico

Il disagio scolastico si manifesta con comportamenti di rifiuto verso le attività scolastiche al tal punto da impedire l’utilizzo delle proprie capacità cognitive, affettive e relazionali ma che non sono legati significativamente a disturbi di tipo psicopatologico, linguistico o cognitivo.
La scuola presenta continuamente degli ostacoli agli alunni e può capire che nel momento in cui alcuni studenti non riescono a superarli si assista al fenomeno dell’insuccesso. Le cause di questo fenomeno possono essere attribuite a problematiche intrinseche come bassa autostima, mancanza di volontà, scarso interesse oppure a problematiche estrinseche come il contesto socio-culturale o scolastico problematico. Dunque la scuola diventa un luogo di esperienze portatrici di pesanti tensioni che possono sfociare nel fenomeno del drop-out, ovvero un percorso scolastico caratterizzato da irregolarità nella frequenza, dovute spesso ad una generale difficoltà nella relazione fra l’allievo e la scuola.

10 marzo 2013

20.000 visite!

Abbiamo raggiunto un altro importante traguardo insieme! 
Grazie a tutti voi che ci seguite giorno per giorno e ci date tanti spunti di riflessione! <3

8 marzo 2013

Diario di una mamma: La magia delle piccole cose

A pranzo con amici Mimì, dopo aver finito di mangiare, è stufa di stare seduta... Prima di toglierla dal seggiolone e rassegnarmi a seguirla girovagare per il ristorante (lasciando a metà il mio pasto) mi gioco l'ultima carta: aprire la borsa alla ricerca di un giochino.
Come tutte le mamme ho sempre qualche giochino in borsa: un libricino, un pupazzetto, una macchinina, ma questa volta niente... Ho lasciato tutto a casa! L'unica cosa che posso darle per giocare è una confezione di cerotti appena acquistata. Così gliela do come fosse un regalo e lei -felice- inizia a studiare come aprirla.
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