Visualizzazione post con etichetta Divorzio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Divorzio. Mostra tutti i post

22 aprile 2013

La separazione

comunicare la separazione Ecco le domande e gli interrogativi che spesso i genitori si pongono nel momento della separazione. Scopriamo insieme i trucchi e le modalità più adeguate per preparaci ad affrontare questo momento e sostenere i figli nell'elaborazione di questo delicato evento.

Come comunicare ai figli che ci stiamo separando?

La comunicazione circa la decisione dei genitori di separarsi è un momento importante, perché segna un cambiamento nel sistema della famiglia e i genitori rendono effettiva questa scelta. Ai figli vorrebbe comunicata con chiarezza, in termini comprensibili relativamente alla loro età e possibilmente insieme. Per i figli si rivela più dannoso permanere in uno stato di incertezza, confusione o ambiguità ed essere in balia degli eventi. Inoltre, non bisogna dimenticare che i figli sono degli attenti osservatori, sono sempre particolarmente vigili e sensibili a cogliere gli stati emotivi degli adulti di riferimento.

Il bambino deve sapere che la propria mamma e papà saranno sempre i suoi genitori, anche se il matrimonio finisce e non vivranno più tutti insieme.

Quali possono essere le reazioni dei figli?

25 febbraio 2013

La separazione e il divorzio dei genitori

La separazione dei genitori può rappresentare uno degli eventi più traumatici per un bambino e in base a numerosi studi i bambini che fanno questa esperienza hanno tre volte più probabilità della media di manifestare difficoltà emotive e comportamentali. Infatti, la separazione non è altro che l’ultimo atto di un processo che ha coinvolto la famiglia in attriti e sconvolgimenti emotivi, che molto spesso sono più dannosi della separazione stessa.
Di recente si è iniziato a parlare di Sindrome da alienazione genitoriale (PAS, Parental Alienation Sindrome) definita per la prima volta da Gardner come un conflitto che nasce quando uno dei due genitori influenza il bambino, in modo che rifiuti l’altro genitore o interrompa il rapporto con esso.
Altri autori parlano di bambini programmati o ai quali è stato fatto un brainwashed children, ovvero il lavaggio del cervello, da parte del genitore affidatario manifestandosi con una negazione dell’esistenza psicosociale del genitore bersaglio. Questo può avvenire anche in assenza  di una programmazione consapevole da parte del genitore che se ne avvantaggia.

11 febbraio 2013

Come comportarsi con i figli del nuovo compagno o della nuova compagna?

Di fronte all'aumento esponenziale del numero delle separazione e dei divorzi, questa è una domanda che capiterà sempre più spesso di sentire.
Ovviamente, non è una situazione semplice: la separazione porta con sè innumerevoli trasformazioni e cambiamenti del sistema familiare, e decidere di ricomporre un nuovo nucleo familiare aggiunge ulteriore complessità. Il genitore acquisito è, come lo definisce Anna Oliverio Ferraris il "terzo", che entra in gioco quando la famiglia, sebbene diversa da quella tradizionale, c' è già, con le sue regole, le sue abitudini, i suoi orari, il suo esplicito e il suo implicito che regolano e danno senso alle relazioni.
La situazione complessa è ben visibile anche dalla difficoltà a trovare un nome per definire il nuovo compagno della mamma o del papà. A tale proposito, la professoressa Donata Francescato sostiene che la scelta del nome per identificare i genitori acquisiti rivela il tipo di rapporto che viene a instaurarsi: utilizzare termini come "quella lì" o " quella là" è ben diverso da chiamare i nuovi partner dei genitori con il nome proprio o con dei vezzeggiativi.

22 ottobre 2012

Gruppi di parola per bambini

Di fronte ai recenti e terribili fatti di cronaca, molti si chiedono se sia utile stabilire per legge la figura dello psicologo durante il difficile percorso di separazione e divorzio.

Questa, inevitabilmente, potrebbe essere un'ottima risorsa per tutta la famiglia, in particolar modo per i bambini, vittime innocenti delle separazioni estremamente conflittuali. Allo stesso tempo, però, verrebbe a mancare la domanda, spontanea, della famiglia, che riconosce una difficoltà e che decide di farsi supportare spontaneamente in questa difficile transizione familiare. Per alcune famiglie, inoltre, sarebbe difficile accettare di andare dallo psicologo, a causa di una difficoltà a concepirlo come un professionista della salute mentale, piuttosto che uno strizzacervelli.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...