Girovagando nella rete ho trovato questo articolo di qualche mese fa de Il corriere della sera nella sezione La 27esima ora.
L'argomento interessa moltissimo tutte le mamme italiane in questi ultimi tempi che si trovano si fronte al bivio "Lavoratrice" o "Mamma".
Sarebbe bello raccogliere le vostre esperienze e, sarebbe ancora più bello, confrontare le esperienze delle mamme italiane con le mamme che vivono in altri paesi!
Nel frattempo vi lascio alla ricerca sull'argomento condotta dall'Università di Firenze.
Cresce il numero delle donne che lavorano a casa. L’ultimo dato è di
ieri. In base al rapporto Ocse, il tasso di occupazione femminile in
Italia nel 2011 è del 46,5% (contro il 35,5% del 1995),
in calo rispetto al 47,2% del 2008. Le casalinghe, dice l’Istat sono
quasi 5 milioni, 800 mila le under 35. Lasciano o perdono il lavoro nei
primi due anni dopo la nascita di un figlio. E per la metà di quelle che
lo hanno lasciato è una scelta. Non sempre libera. Ma resta comunque
una decisione individuale. Perché? E soprattutto
Si diventa casalinghe per scelta o per necessità?
Uno studio dell’Università di Firenze commissionato dalla
dall’assessorato al Lavoro della Provincia fiorentina, ha cercato di
ricostruire l’immagine delle casalinghe di oggi, e di capire le
motivazioni che spingono una percentuale ancora così consistente di
donne a restare fuori dal mercato del lavoro.
Attraverso interviste e questionari lo studio disegna quattro profili di donne che lavorano a casa.