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14 maggio 2013

Chi sbaglia... IMPARA!

Come vivono i bambini il fatto di commettere degli errori? Spesso si sentono umiliati o “non all'altezza” e spesso questo dipende da come NOI adulti reagiamo davanti ad una “déffaillance” nostra o del bambino. 
Gli stessi insegnanti spesso amano presentarsi come persone infallibili, che non sbagliano mai, depositari della realtà, ma come scrisse Antoine de Saint-Exupèry, “la verità del domani si nutre dell'errore di ieri”. 
Gli errori possono essere dolorosi, ma altamente educativi e utili. L'insegnante non è chiamato né a condannarli né ad assolverli indiscriminatamente e dovrebbe riuscire a far comprendere ai propri allievi che l'errore non è qualcosa di scandaloso, ma è il motore del sapere.

25 aprile 2013

25 aprile: che bello..stiamo a casa da scuola?

Oggi, e BISOGNA dire purtroppo, molti bambini e ragazzi vedono il 25 aprile come un bel ponte, una pausa rilassante nella miriade di compiti in classe di fine quadrimestre. Anche se la scuola tenta di porre l'accento sulla festività, capita che anche molti insegnanti si lascino "scappare" commenti poco patriottici e molto “da tempo libero”, con il risultato che i ragazzi non percepiscano la grande importanza che questo giorno ha avuto, anche per loro.
Ogni genitore dovrebbe fare un piccolo sforzo e dedicare qualche momento, in questo giorno, per raccontare ai figli, o, se ha la fortuna, farlo raccontare a qualche nonno bendisposto che “ha fatto la guerra”, e ce ne sono ancora molti…, perché il 25 aprile non si vada a scuola.
La lotta partigiana e la liberazione dal nazi-fascismo hanno portato alla creazione della costituzione italiana, quella che i ragazzi studiano in materie come storia e diritto, quella alla quale sono soggetti dalla nascita, quella che devono rispettare ed amare con senso patriottico, in quanto cittadini italiani, perché è stata un’enorme conquista.
Quella che, però, non conoscono bene, o quasi per nulla, e che diventa spesso un noioso studio a memoria e non la testimonianza di un importantissimo periodo storico!
Perciò è DOVERE dei genitori (e lo dice la costituzione: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”, art. 30) spiegare ai loro figli come mai esista la festa del 25 aprile, perché si possa dire che la democrazia italiana sia nata lì e capire quante vite sono morte e quanti sforzi sono stati fatti per creare uno stato nel quale fosse piacevole, libero, onesto vivere. Che la realtà sia, forse, un po’ diversa, bisogna prenderne atto. Questo non toglie, però, il grande coraggio dei partigiani, e che molti dei diritti di cui oggi godiamo e di cui godono anche i ragazzi, e dei doveri che ci competono, arrivino proprio da lì.
E’ importante, perciò, parlare dei “pezzi” di storia importanti, come questo, a tutti i bambini e i ragazzi, che troppo spesso sottovalutano, o non considerano, delle festività fondamentali. Guardare un documentario, andare un paio di ore in un museo, oppure chiacchierare mezz’oretta mentre si passeggia tutti insieme, possono essere ottime occasioni per confrontarsi sui temi “di storia, politica e cultura generale” che possono arricchire il bagaglio dei vostri figli, e portare maggiore consapevolezza nel loro modo di vedere ed affrontare la vita! La festa della liberazione è di tutti!

19 marzo 2013

'Fai i compiti' o 'Facciamo i compiti'?

I compiti a casa sono sempre oggetto di discussioni fra genitori e bambini. Di seguito c'è un'interessate intervista alla Prof.ssa Manuela Cantoia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
«Abbiamo sempre più richieste d’intervento all’interno dei singoli istituti», sottolinea Manuela Cantoia, docente di Psicologia generale che ha animato, insieme agli altri colleghi membri del Servizio, una giornata di studi intitolata «Fai i compiti o…facciamo i compiti? Il compito d’apprendimento tra figli e genitori».

I compiti rappresentano una sorta di rivelatore delle dinamiche familiari e dei rapporti scuola-famiglia. Il dibattito sulla loro utilità è sempre vivo e non solo in Italia: sono veramente necessari? E sono utili? Sono un impegno, una responsabilità, un’opportunità, una “tortura”? «La questione è molto più profonda di quello che appare», prosegue Cantoia. «La gestione domestica dei doveri scolastici rivela sempre il modo in cui ci poniamo con i nostri figli, le aspettative -a volte molto ambiziose- che abbiamo nei loro confronti, il modo in cui viviamo i loro fallimenti, che spesso identifichiamo come fallimenti personali».

15 gennaio 2013

Mamma i compiti !

Quando si parla di compiti a casa dei nostri figli, noi mamme storciamo un po' il naso, perche' molteplici sono le difficolta' che incotriamo. Prima tra tutte il tempo da dedicare per controllare, spiegare in qualche modo, ascoltare le materie orali, ecc. e poi non ultimo anche l'impegno richiesto ai nostri figli. Ma cio' che non tutti sanno e che gli stessi compiti a casa, creano difficolta' anche per gli insegnanti che gli assegnano.

Marzia Ravazzolo, un'insegnante, ha evidenziato proprio questo loro problema, nella seguente domanda: “ Quali metodi possiamo utilizzare io e le mie colleghe per far sì che i bambini facciano i compiti che vengono assegnati a casa?

8 maggio 2012

L'apprendimento osservativo

Secondo lo psicologo Albert Bandura una parte molto importante dell’apprendimento è costituita dall’apprendimento osservativo che avviene attraverso l’osservazione del comportamento di un’altra persona, detta modello. In un esperimento considerato classico alcuni bambini guardavano un film che mostrava un adulto che colpiva in modo violento una bambola gonfiabile e successivamente venne data loro la possibilità di giocare con la stessa bambola e la maggior parte dei casi, come previsto, presentò lo stesso tipo di comportamento, imitando in modo quasi identico lo stesso comportamento aggressivo.
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