Un lutto improvviso suscita in
qualsiasi persona delle forti reazioni emotive e, anche se queste possono
essere diverse da individuo ad individuo, è possibile riscontrare delle
reazioni simili e prevedibili.
E’ sconsigliabile la frequente congiura del silenzio,
infatti in molte famiglie si tende a far attenzione a nominare il genitore
scomparso, quasi come lo si volesse colpevolizzare di essersi permesso di
morire oppure eliminarlo dalla memoria, il che significa farlo morire un’altra
volta. In questo modo si ottiene il risultato di alienare il bambino da quello
che è capitato in famiglia, ma gli si rende più difficile accettare la
separazione e la formazione di nuovi legami affettivi.
E’ altrettanto sconsigliabile abbondare in ipercompensazioni affettive,
rischiando così di aggravare il peso obiettivo del lutto.
Il lutto infantile è un
problema per cui non esistono spiegazioni semplicistiche e norme costanti, ma
appare logico e ragionevole che esso venga gestito nel rispetto della verità e della natura, cercando di non lasciare nessun interrogativo e dare delle
risposte esaurienti.
Dopo un lutto i bambini molto piccoli non riescono a vedere la
morte come qualcosa di irreversibile e questo da una parte può essere di
conforto al bambino, mentre dall’altra questo può risultare sconcertante per
gli adulti in quanto non vedono sofferenza nel bambino.
