Nella prima infanzia si verifica un rapido sviluppo delle capacità motorie, passando
da una situazione di assoluta dipendenza dal genitore ad una di relativa
autonomia. Questi cambiamenti sono sicuramente dovuti al modificarsi del
sistema nervoso e in particolare della corteccia cerebrale. Secondo la teoria
classica esiste una relazione causale tra lo sviluppo di nuove
strutture neuronali e il miglioramento delle abilità motorie, infatti i movimenti
che inizialmente erano controllati dai centri sotto corticali, passano sotto il
controllo di strutture corticali più evolute, trasformando gli iniziali
riflessi primitivi in movimenti volontari come il riflesso di prensione ->
presa volontaria.
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29 novembre 2012
15 novembre 2012
La manipolazione e la prensione
Lo sviluppo della manipolazione dipende
dalla maturazione neuromuscolare e dall’esercizio ed è presente in una forma
immatura nel bambino che si realizza nel riflesso
di presa che si indebolisce e scompare del tutto attorno al 1°-2° mese e si
trasforma in una prensione volontaria. Durante questo tipo di sviluppo,
esistono diverse fasi a seconda delle articolazioni che si utilizzano:
- 5-6 mesi circa: interviene solo l’articolazione della spalla mentre la mano rimane fissa rispetto all’avambraccio;
- 7-8 mesi circa: si ha l’utilizzo dell’articolazione del gomito;
- 8-9 mesi circa: le tre articolazioni (spalla, gomito, polso) si coordinano quasi perfettamente.
8 novembre 2012
La postura e la deambulazione
Le tappe che precedono la conquista della postura
e della deambulazione sono:
- 0 mesi: posizione fetale;
- 1 mese: sollevamento;
- 2 mesi: sollevamento del torace;
- 3 mesi: allunga le braccia e cerca invano di afferrare;
- 4 mesi: siede con l’aiuto di altri, la parte superiore del bambino è più pesante rispetto alla parte inferiore il che modifica il suo baricentro e rende più difficile l’equilibrio;
18 ottobre 2012
I movimenti prima della nascita
Il neonato risponde con una serie di riflessi alle stimolazioni soprattutto
tattili. In passato, i ricercatori analizzavano il primo manifestarsi di questi
riflessi in bambini nati prematuri o difetti innati da aborti.
Negli ultimi anni le conoscenze sulla motricità fetale sono cambiate grazie
all'introduzione di nuove tecniche, come l'ecografia, che permettono di
osservare il comportamento fetale direttamente nell'utero materno in maniera
innocua sia per la madre che per il bambino.
Il feto reagisce anche agli stimoli,
soprattutto a quelli sonori, infatti, se viene stimolato quando non dorme è
capace di percepire alcune caratteristiche della voce e della musica. Tuttavia,
non siamo ancora certi che il feto possa memorizzare queste esperienze
percettive.
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