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19 marzo 2013

'Fai i compiti' o 'Facciamo i compiti'?

I compiti a casa sono sempre oggetto di discussioni fra genitori e bambini. Di seguito c'è un'interessate intervista alla Prof.ssa Manuela Cantoia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
«Abbiamo sempre più richieste d’intervento all’interno dei singoli istituti», sottolinea Manuela Cantoia, docente di Psicologia generale che ha animato, insieme agli altri colleghi membri del Servizio, una giornata di studi intitolata «Fai i compiti o…facciamo i compiti? Il compito d’apprendimento tra figli e genitori».

I compiti rappresentano una sorta di rivelatore delle dinamiche familiari e dei rapporti scuola-famiglia. Il dibattito sulla loro utilità è sempre vivo e non solo in Italia: sono veramente necessari? E sono utili? Sono un impegno, una responsabilità, un’opportunità, una “tortura”? «La questione è molto più profonda di quello che appare», prosegue Cantoia. «La gestione domestica dei doveri scolastici rivela sempre il modo in cui ci poniamo con i nostri figli, le aspettative -a volte molto ambiziose- che abbiamo nei loro confronti, il modo in cui viviamo i loro fallimenti, che spesso identifichiamo come fallimenti personali».

13 febbraio 2013

Le università italiane sono in crisi

La crisi coinvolge anche le Università italiane: il Cun (Consiglio universitario nazionale) evidenzia come dal 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) è sceso del 5% ogni anno.

I dato parlano chiaro: in dieci anni gli immatricolati sono scesi da 338.482 dell'anno accademico 2003-2004 a 280.144 del 2011-2012, con un calo di 58.000 studenti (-17%). Si tratta, per rendere l'idea, come se fosse scomparso un ateneo come l'Università Statale di Milano. La tendenza è omogenea su tutto il territorio nazionale e riguarda la gran parte degli atenei italiani.

11 febbraio 2013

La prima BibioTech

Arriva a San Antonio, nella contea di Baxar, la prima BiblioTech, uno spazio pubblico interamente dedicato alla lettura di ultima generazione, con 100.000 titoli e 100 e-reader. Addio, dunque, al caro libro tradizionale, con le pagine profumate, magari un po' ingiallite, e gli scaffali della biblioteca stracolmi di opere, spesso impolverate. L'unica carta presente nella BiblioTech sarà quella della stampante.

25 giugno 2012

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