14 ottobre 2012

Riflessioni sulla normalità


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La parola adattamento ricorre raramente nelle relazioni degli psicologi clinici, ma molto frequentemente nel linguaggio comune, facendo così esistere il pericolo di considerare l’adattamento come un obiettivo doveroso e come un criterio di normalità. Quindi esiste il rischio di identificare la salute mentale con il conformismo e con la normalità statistica: questo comporterebbe l’inaccettabile conseguenza di considerare il non conformismo, l’originalità, l’individualismo, la genialità come a-normalità, devianza e patologia.
Lo psicologo clinico è per definizione dalla parte del suo cliente, o paziente che sia, lavorando con l’obiettivo di aiutarlo ad esprimere se stesso e trovare un proprio personale equilibrio. Questo non è necessariamente quanto si aspettano le famiglie o le istituzioni.
Ad esempio i genitori portano la figlia troppo magra dallo psicologo con la speranza di essere rassicurati che la ragazza non sia anoressica e che lo psicologo conosca qualche trucco per convincere la ragazza a mangiare le cose buone che le cucina la mamma, oppure i genitori portano in consultazione il figliolo allarmati per troppi atteggiamenti femminili e si aspettano che lo psicologo sblocchi qualche complesso o qualche trauma trasformando il giovanotto in un Casanova.

Fonte: Psicologia clinica - Sanavio, Cornoldi

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